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Ecco il PDF dell’articolo, pubblicato su “Ok Salute e benessere”, sulla storia di Giada e Andrea Benetton e il motivo che li ha spinti a costituire Anticito Onlus. Leggetelo.. Il Citomegalovirus può essere sconfitto!!!!
•  I menu di benedetta puntata del 1 marzo 2013 ospite Giada Briziarelli 
I menù di Benedetta - polpettine di lenticchie Giada Briziarelli
Polpette di Lenticchie
Giada Briziarelli, esperta di cucina per bambini, propone questa sera da Benedetta un piatto a base di lenticchie, un alimento ricco di ferro e proteine quindi molto importanti per una sana alimentazione. Vediamo come trasformarle in invitanti polpettine.
Tempo preparazione e cottura: 60 min. ca.
Ingredienti Polpette di Lenticchie per 1 porzione:
• 70 gr di lenticchie fresche
• pancarrè
• latte
• 1 uovo e 1 tuorlo
• sale
• 1 cucchiaio di parmigiano
• pangrattato
• olio
Procedimento ricetta Polpette di Lenticchie di Benedetta Parodi
1. Ammollare le lenticchie per qualche ora, poi bollirle in una pentola per circa 40 minuti finché non diventano belle morbide.
2. Passare poi le lenticchie lesse al passaverdure.
3. Ammollare il pane nel latte, poi frullarlo al mixer velocemente.
4. Unire il pane alla polpa di lenticchie e impastare aggiungendo anche l’uovo e il tuorlo, il parmigiano, sale e pangrattato al bisogno.
5. Formare delle polpettine e passarle nel pangrattato.
6. Ripassare le polpettine di lenticchie in padella con poco olio, dorandole bene su tutti i lati.
• Venerdì 1 Marzo LA 7 ore 18.50 tutti sintonizzati su “I menù di Benedetta” il programma di cucina di Benedetta Parodi. Giada ci cucinerà una delle ricette del libro “Non voglio vedere verde” e racconterà di Anticito.
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• “Non voglio vedere verde” di Giada Briziarelli 
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“Non voglio vedere verde” nasce per sostenere Anticito Onlus: è un libro utile alla mamma ma anche un gioco per il bambino. Infatti a fianco ad ogni ricetta c’è una favola e una vignetta da colorare. Il pasto di vostro figlio diventerà, così, un momento divertente dove quest’ultimo mentre mangia potrà colorare e ascoltare la fiaba.
A questo libro hanno collaborato gentilmente e gratuitamente:
Per le illustrazioni: Francesco Perrotta
Per le favole: Christina Bachman, Caterina Balivo, Giada Briziarelli, Ilaria Calvani, Sara Castellani e Alice Pucci, Francesca Ciardi, Benedetta Contini Bonacossi, Dorotea De Spirito, Elsa Di Gati, Beppe Fiorello, Federica Fontana, Alessandra Gaggioli, Enzo Ghinazzi (Pupo), Monica Leofreddi, Marco Liorni, Annalisa Manduca, Rita Marcotulli e Francesco Giardinazzo, Armando Maschini, Simona Mazzei, Federico Moccia, Ilaria Moscato, Giorgio Casotti, Antonella ed Elisabetta Quaranta, Maria Rodighiero, Maddalena Sadocchi, Toni Scervino, Enrico Vanzina e Stefano Ziantoni.
Ecco L’ELENCO DELLE LIBRERIE dove poter comprare “Non voglio vedere verde”:
– Libreria Fanucci Piazza Madama, 8 e via di Vigna Stelluti, 162 Roma
– Libreria Ready Cavour Via Cavour 255, 00184 Roma e comunque in tutta la catena delle librerie Arion di Roma che ha 25 punti vendita
-Marton Cartolibreria srl Corso del Popolo 40, 31100 Treviso
– Libreria Liberrima Socrate srl, Corte dei Cicala, 1 73100 Lecce=
– Libreria Viva Athena Via Liguria 73-75 73013 Galatina Lecce =
– Libreria Mondadori Via Cortonese 131 06127 Perugia =
– Libreria Betti sas via del Sette 1 06121 Perugia =
– Antica Farmacia Molteni, via Calzatoli piazza della Signoria, Firenze
– Libreria san Gottardo Corso San Gottardo Milano
– Libreria Il Castello piazza del Castello Prato
– Negozio della Strada del Vino via Ricasoli 15 Prato
Sarà acquistabile, inoltre, online sul sito della casa editrice www.farnesieditore.com, su www.ibs.it e su www.amazon.it
• Su BenFatto – Rai Radio1 del 10 dicembre 2012,  troverete la presentazione del libro “Non voglio vedere verde” Ospiti: Giada Briziarelli, Elsa Di Gati, Giorgio Pasotti e Federico Moccia
ben fatto

 

• Style.it

MAMMA, COSÌ LE VERDURE

SÌ CHE MI PIACCIONO!

di Alessandra Celentano 13 dicembre 2012

È uscito un libro (“Non voglio vedere verde”) dal doppio scopo: avvicinare i più piccoli alle verdure attraverso ricette stuzzicanti e far conoscere un virus sottovalutato. L’autrice è Giada Briziarelli, moglie di Andrea Benetton e madre di quattro figli.

Far mangiare verdure ai bambini può essere un’impresa. Sì, perché spesso e volentieri per i più piccini un piatto di spinaci lessi non ha lo stesso appeal di una fetta di torta o di una barra di cioccolato. Ma adesso, in aiuto delle mamme con figli dal palato capriccioso, è arrivato un libro che potrebbe facilitare le cose. Lo ha scritto Giada Briziarelli – avvocato, moglie di Andrea Benetton e madre di quattro figli – e si intitola “Non voglio vedere Verde” (Farnesi Editore). Il libro è una raccolta di ricette sane, ma al tempo stesso originali e in grado di far venire l’acquolina in bocca anche ai bambini più recalcitranti a verdure e ortaggi. Il testo è ricco anche di disegni e raccontidi scrittori noti e meno noti, o di semplici amici dell’autrice.
Va sottolineato che il ricavato del libro viene devoluto in buona all’Anticito, Onlus fondata nel 2009 da Giada Briziarelli per la prevenzione, lo studio, la ricerca e la cura delCitomegalovirus. Un virus poco conosciuto ma pericoloso, che può colpire le donne e il loro bambino durante la gravidanza. In passato la stessa Giada Briziarelli, durante l’attesa di uno dei suoi figli, ha fatto i conti con il Citomegalovirus. E infatti è proprio sulla base della sua esperienza privata che la donna, di comune accordo con il marito Andrea Benetton, ha deciso di fondare lasuddetta Onlus e condividere il suo vissuto con altri genitori e bambini alle prese con il medesimo problema.

 

• Articolo pubblicato su “Pianeta Mamma” il 18 dicembre 2012

Non voglio vedere verde, ricette e favole per chi non ama le verdure

Un libro pensato per tutti i bambini che non amano mangiare le verdure, i cui proventi saranno devoluti all’Onlus Anticito, che sostiene la ricerca sul Citomegalovirus

Non voglio vedere Verde è un libro di ricette e favole pensato per le mamme di bambini che non amano le verdure. Un libro che, oltre a nascere con lo scopo diaiutare tutte le mamma a proporre piatti di verdure ai propri bambini, ha un significato più importante, dal momento che i proventi delle vendite saranno destinati a sostenere e far conoscere la Onlus Anticito, associazione no-profit che si prodiga per ilsostegno a mamme e bambini colpiti da Citomegalovirus in gravidanza.

Il libro nasce dall’esperienza di una mamma speciale, Giada Briziarelli, che non si è mai arresa né al Citomegalovirus, né al rifiuto del colore verde nel piatto da parte dei suoi bambini. Giada Briziarelli ha fondato l’Onlus Anticito, per parlare a tutti di questo brutto male e superare l’ignoranza e la mancanza di informazione che ancora ruotano intorno alla malattia, ai suoi effetti e, soprattutto, alla possibilità di evitare o ridurre i danni che la stessa può arrecare se contratta nel periodo gestazionale.
Una associazione che vuole anche sostenere lo studio e la ricerca in materia, per permettere ai medici che assistono le donne che ne soffrono di trovare nuovi e sempre più efficaci strumenti idonei ad aiutarle e a far nascere sani i propri bambini.

E per far conoscere ancora di più questa associazione e questa malattia è nata l’idea di realizzare un libro con ricette divertenti per bambini difficili a tavola e fiabe di scrittori noti e meno noti o anche di semplici amici, che hanno voluto partecipare a titolo totalmente gratuito. E tra le autrici delle favole c’è anche Simona del blog Fiammisday. Le fiabe sono corredate dai disegni di un artista, musicista e maestro molto amato dai suoi alunni, Francesco Perrotta.

 

•  Ecco alcuni articoli che parlano del convegno del 29 settembre.

 

Articolo Messaggero su CMV

 

1) RIPRESO DA INAL

Istituto nazionale per L’assicurazione contro infortuni sul lavoro

SALUTE E RICERCA SCIENTIFICA

CITOMEGALOVIRUS ESPERTI MONDIALI RIUNITI A ROMA

IL MESSAGGERO (28 settembre 2012)

 


–10 IL CONVEGNO I Citomegalovirus esperti mondiali riuniti a Roma ROMA – Quando scoprì che quella febbriciattola era causata dal Citomegalovirus, era già alla ventesima settimana di gravidanza. Anche se la sua bambina avrebbe potuto presentare seri danni cerebrali, era troppo tardi per un ripensamento. Su internet, assieme al marito, scoprì tutto o quasi su quel virus silente, della stessa famiglia dell`herpes, ma senza bolle né prurito, che aveva contratto e che attraverso il liquido amniotico aveva passato alla piccola.Ma trovò anche il medico che l`avrebbe aiutata e curata fino al parto della sua terzogenita e anche dopo. Immunoglobuline e antivirali. Ora la bimba ha 3 anni, sta bene, è ancora positiva al virus, ma si sta negativizzando pian piano. Da allora Giada Benetton ha fatto della guerra alla malattia uno scopo da portare avanti insieme al marito Andrea. Ne è nata Anticito, una Onlus che vuole far conoscere il Citomegalovi- Colpisce un neonato su 100 si combatte con la diagnosi precoce rus, «un grosso e sottovalutato nemico per la mamma e il suo bambino». E domani a Roma arriveranno i più grandi esperti mondiali dell`argomento per partecipare al convegno – primo del genere in Italia – sulla Prevenzione e terapia dell`infezione da Citomegalovirus congenita. Si sono datiappuntamento nei locali dell`NH Vittorio Veneto a Roma per condividere tutte le loro esperienze e i traguardi che la medicina sta raggiungendo in materia. Ad aprire i lavori sarà proprio Giada Benetton, insieme a Giovanni Nigro, professore di pediatria all`università dell`Aquila che è anche il presidente del comitato scientifico di Anticito, nonché massimo conoscitore del Citomegalovirus, «un`infezione – dice – che colpisce un neonato su 100 e che se conosciuta può essere ridotta all`impotenza. Ma bisogna diagnosticarla in tempo, serve uno screening ripetuto durante la gravidanza. Quasi sempre l`infezione è silente ma quando attacca una donna in attesa di un figlio, il feto viene contagiato e il pericolo sono i danni cerebrali e all`udito. Però, se diagnosticata in tempo, attraverso le immunoglobine prima del parto e con gli antivirali dopo, si può curare con ottimi risultati». EI.C. O RIPRODUZIONE RISERVATA [.]

 

2) LA NEWS DEL GIORNO Categoria: AbruzzoAttualita’FormazioneScienza e medicina,25 settembre 2012

L’IMPRONTA L’AQUILA

L’Aquila: il prof. Nigro presiederà l’International Consensus Meeting on Prevention and Therapy of Congenital Cytomegalovirus Infection

Il prof. Giovanni Nigro, Professore di Pediatria, Università dell’Aquila, Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, Direttore della UOC Pediatria ASL1 e Responsabile del Centro di Riferimento Regionale per l’infezione congenita da citomegalovirus, presiederà l’l’International Consensus Meeting on Prevention and Therapy ofCongenital Cytomegalovirus Infection, che si svolgerà il 29 settembre nell’hotel Vittorio Veneto di Roma. A darne comunicazione è la Direttrice del Dipartimento, prof.ssa M. Grazia Cifone, che vuole sottolineare la valenza internazionale dell’evento che dà lustro alla nostra città, alla nostra Università e alla nostra ASL.
L’infezione congenita da citomegalovirus (CMV) è un problema poco conosciuto, sottodiagnosticato, che colpisce circa un bambino su cento neonati. La trasmissione avviene dalla madre al feto, con conseguenze talora molto gravi, soprattutto se l’infezione è contratta dalla gestante nei primi 4 mesi di gestazione. Il CMV è un herpesvirus che, una volta contratto, rimane latente nell’organismo, pronto a riattivarsi in seguito a una riduzione delle difese immunitarie. Per questo, il CMV è considerato il primo responsabile di malattie gravi, talora mortali, nei soggetti immunodepressi quali i trapiantati o i pazienti con AIDS. Tuttavia, il feto non ha difese immunitarie valide, per cui il suo organismo è privo di ogni tipo di protezione in seguito a trasmissione del virus dalla madre infetta. I rischi per il nascituro sono numerosi e vanno dai problemi neurologici, come il ritardo mentale, i disturbi psicomotori, le sindromi spastiche, la sordità, ai disturbi più o meno seri dell’apparato gastroenterico, fino ai danni alla vista e agli occhi. La trasmissione del virus avviene soprattutto per via diretta, attraverso il contatto con la saliva, il sangue, le urine e i rapporti sessuali di soggetti, generalmente bambini, che eliminano il virus per anni con le secrezioni senza presentare segni tipici d’infezione (come l’herpes labiale o la varicella).
Il meeting italo-americano (3 relatori italiani, 8 americani) si prefigge 2 scopi principali:
* Favorire un accordo tra i massimi esperti di CMV congenito sulla necessità di sostenere, in attesa di un vaccino valido e in assenza di una terapia alternativa, la somministrazione di immunoglobuline per ridurre il rischio di trasmissione e lesioni al feto se la gestante contrae l’infezione da CMV, nonché di trattare con un antivirale i neonati con malattia congenita da CMV. * Informare e sensibilizzare i medici maggiormente coinvolti dal problema dell’infezione congenita da CMV (ginecologi, neonatologi, pediatri), le autorità politico-sanitarie e l’opinione pubblica. Diffondere la corretta informazione sui rischi legati all’infezione significa anche sensibilizzare circa la necessità di un protocollo di screening o di cura adatto. E’ necessario ottenere il riconoscimento economico delle cure adeguate dal Servizio Sanitario Nazionale e del diritto di reperire i farmaci necessari per la cura in forma gratuita e legale.
Le 11 relazioni saranno mirate a presentare tutti gli aspetti principali dell’infezione, in base alle più recenti scoperte, ai fini del riconoscimento di una terapia efficace sia prenatale che postnatale, in attesa di un vaccino efficace.

3) ANSA > Salute e Benessere > Medicina > A Roma esperti mondiali discutono di Citomegalovirus

A Roma esperti mondiali discutono di Citomegalovirus

Insieme per sconfiggere il nemico della mamma e bambino

28 settembre, 17:31

Esperti di fama mondiale si ritrovano domani a Roma per partecipare al convegno – primo in Italia – sulla terapia dell’infezione da Citomegalovirus. Nell’incontro, guidato dal Professor Giovanni Nigro, Direttore della Clinica Pediatrica Universitaria e della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università dell’Aquila, si discutera’ prevalentemente di prevenzione del citomegalovirus. L’infezione da Cmv se contratta per la prima volta durante la gravidanza, puo’ dare problemi anche piuttosto seri al nascituro. La volonta’ di diffondere e far conoscere questo virus e’ venuta da Giada e Andrea Benetton che in prima persona si sono trovati a dover combattere questo virus:”tutto avveniva nel 2008 quando, incinta della mia terza bambina, alla 20/esima settimana di gestazione – racconta Giada – ho contratto il virus. Solo dopo una notte da incubo, incertezze e poca chiarezza, abbiamo ricevuto il nominativo di un medico, il Prof. Maurizio Anceschi del Policlinico Umberto I di Roma che effettuava una cura attraverso la somministrazione mensile di immunoglobuline specifiche che abbatteva notevolmente il pericolo di trasmissione del virus al feto o, nella peggiore delle ipotesi di già avvenuta trasmissione, lo aiutava a combattere la malattia. La bambina sta bene ha 3 anni ed e’ ancora positiva al Virus”.

Da questa esperienza e’ nata l’Onlus ”Anticito” che vuole far conoscere il citomegalovirus ” un grosso e sottovalutato nemico per la mamma e il suo bambino.

E domani a Roma i maggiori esperti mondiali condivideranno e discuteranno i traguardi e le esperienze che la medicina in materia sta raggiungendo.(ANSA).

4) CRONACA DIRETTA

Cronaca / Roma, primo convegno mondiale sul Citomegalovirus

Roma, primo convegno mondiale sul Citomegalovirus

Gli esperti parleranno soprattutto di prevenzione

Il citomegalovirus se contratto per la prima volta in gravidanza può causare problemi al bambino, oltre che alla madre anche in diversi periodi. Per questa gravità, oggi a Roma si svolgerà il primo convegno mondiale in Italia proprio sulla terapia dell’infezione da questo specifico tipo di virus. Gli esperti di fama mondiale che parteciperanno, guidati dal Professor Giovanni Nigro, Direttore della Clinica Pediatrica Universitaria e della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università dell’Aquila, parleranno soprattutto di prevenzione.

5) ABBRUZZO WEB

CONGRESSO SUL CYTOMEGALOVIRUS

L’AQUILA – Il prof. Giovanni Nigro, professore di Pediatria, Università dell’Aquila, dipartimento di Medicina clinica, Sanità pubblica, Scienze della vita e dell’Ambiente, direttoredella Uoc Pediatria Asl1 e responsabile del Centro di riferimento regionale per l’infezione congenita da citomegalovirus, presiederà l’international consensus meeting onprevention and therapy of congenital cytomegalovirus infection, che si svolgerà il 29 settembre nell’hotel Vittorio Veneto di Roma.

A darne comunicazione è la direttrice del Dipartimento, prof.ssa Maria Grazia Cifone, che vuole sottolineare la valenza internazionale dell’evento che “dà lustro alla nostra città, alla nostra Università e alla nostra Asl”.

L’infezione congenita da citomegalovirus (Cmv) è un problema poco conosciuto, sottodiagnosticato, che colpisce circa un bambino su cento neonati. La trasmissione avviene dalla madre al feto, con conseguenze talora molto gravi, soprattutto se l’infezione è contratta dalla gestante nei primi 4 mesi di gestazione.

Il CMV è un herpesvirus che, una volta contratto, rimane latente nell’organismo, pronto a riattivarsi in seguito a una riduzione delle difese immunitarie. Per questo, il CMV è considerato il primo responsabile di malattie gravi, talora mortali, nei soggetti immunodepressi quali i trapiantati o i pazienti con AIDS. Tuttavia, il feto non ha difeseimmunitarie valide, per cui il suo organismo è privo di ogni tipo di protezione in seguito a trasmissione del virus dalla madre infetta. I rischi per il nascituro sono numerosi e vanno dai problemi neurologici, come il ritardo mentale, i disturbi psicomotori, le sindromi spastiche, la sordità, ai disturbi più o meno seri dell’apparato gastroenterico, fino ai danni alla vista e agli occhi.

La trasmissione del virus avviene soprattutto per via diretta, attraverso il contatto con la saliva, il sangue, le urine e i rapporti sessuali di soggetti, generalmente bambini, che eliminano il virus per anni con le secrezioni senza presentare segni tipici d’infezione (come l’herpes labiale o la varicella).

Il meeting italo-americano (3 relatori italiani, 8 americani) si prefigge 2 scopi principali: favorire un accordo tra i massimi esperti di CMV congenito sulla necessità di sostenere, in attesa di un vaccino valido e in assenza di una terapia alternativa, la somministrazione di immunoglobuline per ridurre il rischio di trasmissione e lesioni al feto se la gestante contrae l’infezione da CMV, nonché di trattare con un antivirale i neonati con malattia congenita da Cmv.

Informare e sensibilizzare i medici maggiormente coinvolti dal problema dell’infezione congenita da Cmv (ginecologi, neonatologi, pediatri), le autorità politico-sanitarie e l’opinione pubblica. Diffondere la corretta informazione sui rischi legati all’infezione significa anche sensibilizzare circa la necessità di un protocollo di screening o di cura adatto.

È necessario ottenere il riconoscimento economico delle cure adeguate dal Servizio Sanitario Nazionale e del diritto di reperire i farmaci necessari per la cura in forma gratuita e legale.

Le 11 relazioni saranno mirate a presentare tutti gli aspetti principali dell’infezione, in base alle più recenti scoperte, ai fini del riconoscimento di una terapia efficace sia prenatale che postnatale, in attesa di un vaccino efficace.

6) BUSINESS VOX

 A Roma esperti mondiali citomegalovirus

ROMA, 28 SET – Esperti di fama mondiale si ritrovano domani a Roma per partecipare al convegno – primo in Italia – sulla terapia dell’infezione da citomegalovirus. Nell’incontro, guidato dal Professor Giovanni Nigro, Direttore della Clinica Pediatrica Universitaria e della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università dell’Aquila, si discutera’ prevalentemente di prevenzione. L’infezione da Cmv se contratta per la prima volta durante la gravidanza, puo’ dare problemi anche seri al nascituro.

7) ARTICOLO TRE
Roma: congresso sulla prevenzione per il citomegalovirus
Si è tenuto a Roma, in data 29 settembre 2012, l’International consensus meeting on prevention and therapy of congenitalcytomegalovirus infection, presieduto da Giovanni Nigro, professore di Pediatria all’Università dell’Aquila e responsabile del Centro di riferimento regionale per l’infezione congenita da citomegalovirus.

-Giorgia Gobbo – 1 ottobre 2012- L’evento, sottolinea la professoressa Maria Grazia Cifone, “dà lustro alla nostra città, alla nostra Università e alla nostra Asl” pertanto deve essergli attribuita importanza a livello internazionale.
Durante il congresso, tenutosi nell’hotel Vittorio Veneto di Roma, si è discusso sui metodi di prevenzione dell citomegalovirus, un virus appartenente alla famiglia dei cosiddetti herpes virus.
Il termine citomegalovirus è dovuto al fatto che tale virus provoca un notevole aumento delle dimensioni delle cellule che colpisce.
Una volta contratta l’infezione da citomegalovirus, questa rimane latente e, come nel caso degli altri herpes virus, può riattivarsi in situazioni di immunodepressione.
Le infezioni da CMV sono generalmente asintomatiche; alcuni soggetti sviluppano forme leggere della patologia i cui sintomi sono molto generici. Da un punto di vista medico, l’aspetto più rilevante è rappresentato dalle infezioni contratte durante la gravidanza; infatti, se l’infezione da citomegalovirus viene riscontrata durante il periodo gestazionale (soprattutto nei primi quattro mesi) e viene trasmessa al feto, quest’ultimo corre il rischio di danni permanenti, anche gravissimi in quanto è privo di difese immunitarie.
I rischi per il nascituro sono quindi numerosi e vanno dai problemi neurologici, come il ritardo mentale, i disturbi psicomotori, le sindromi spastiche, la sordità, ai disturbi più o meno seri dell’apparato gastroenterico.
Il meeting, a cui hanno presenziato 3 relatori italiani e 8 americani, ha permesso il raggiungimento di un accordo tra i massimi esperti della patologia, sostenendo, in attesa di un vaccino valido e in assenza di una terapia alternativa, la somministrazione diimmunoglobuline per ridurre il rischio di trasmissione e lesioni al feto se la gestante contrae l’infezione da CMV, nonché un trattamento antivirale per i neonati con malattia congenita.
Il congresso ha puntato ad informare e sensibilizzare maggiormente i medici, le autorità politico-sanitarie e l’opinione pubblica. L’argomento è spesso sottovalutato: il citomegalovirus rappresenta un’infezione poco conosciuta e sottodiagnosticata, che colpisce circa un bambino su cento neonati.
Come dichiara Nigro, “è necessario ottenere il riconoscimento economico delle cure adeguate dal Servizio Sanitario Nazionale e del diritto di reperire i farmaci necessari per la cura in forma gratuita e legale”.
La ricerca scientifica ambisce a trovare una terapia efficace (sia prenatale che postnatale) , fino ad arrivare alla scoperta di un vaccino di routine.
8) OGGI SALUTE
Esperti: attenzione al Citomegalovirus in gravidanza
Di oggi salute | 29 settembre 2012 | pubblicato in Prevenzione
Esperti di fama mondiale si sono ritrovati a Roma per partecipare al convegno, primo in Italia, sulla terapia dell’infezione da Citomegalovirus. Nell’incontro, guidato dal Professor Giovanni Nigro, Direttore della Clinica Pediatrica Universitaria e della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Università dell’Aquila, si discuterà prevalentemente di prevenzione del citomegalovirus. L’infezione da Cmv se contratta per la prima volta durante la gravidanza, puo’ dare problemi anche piuttosto seri al nascituro. La volontà di diffondere e far conoscere questo virus è venuta da Giada e Andrea Benetton che in prima persona si sono trovati a dover combattere questo virus: ”tutto avveniva nel 2008 quando, incinta della mia terza bambina, alla 20/esima settimana di gestazione – racconta Giada – ho contratto il virus. Solo dopo una notte da incubo, incertezze e poca chiarezza, abbiamo ricevuto il nominativo di un medico, il Prof. Maurizio Anceschi del Policlinico Umberto I di Roma che effettuava una cura attraverso la somministrazione mensile di immunoglobuline specifiche che abbatteva notevolmente il pericolo di trasmissione del virus al feto o, nella peggiore delle ipotesi di già avvenuta trasmissione, lo aiutava a combattere la malattia. La bambina sta bene ha 3 anni ed è ancora positiva al Virus”.
Da questa esperienza è nata l’Onlus ”ANtiCito” che vuole far conoscere il citomegalovirus ” un grosso e sottovalutato nemico per la mamma e il suo bambino.
9) NATURALMENTE MEGLIO
Gravidanza: 2 donne su 3 hanno segni di infezione pregressa da Citomegalovirus
29 Settembre 2012
Più del 60% delle donne italiane ha segni di un’infezione pregressa del CMV (Citomegalovirus), virus che contratto in gravidanza può procurare danni al feto: il 40% dei bambini concepiti contrae il CMV, ma grazie al sistema immunitario sano, il virus non provoca sintomi e la loro vita continua senza effetti negativi, del tutto ignari dell’invasione nel loro organismo; di questo 40%, il 20% sviluppa problemi come la sordità (causa più frequente del virus) e ritardo psicomotorio, patologie che possono svilupparsi anche dopo i 2/3 anni. Questi i dati presentati durante il Simposio Internazionale Roche sulle Malattie Infettive, tenutosi a Roma nei giorni scorsi.
“Il Citomegalovirus è poco conosciuto in ambiente medico ed essendo un virus complesso, è difficile isolare informazioni precise e corrette”, ha dichiarato Maria Grazia Revello, capo dell’attività di ricerca per lo studio sulla Prevenzione dell’Infezione da Cytomegalovirus Umano Congenito (CHIP) finanziato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Per questo motivo, il test pre-gravidanza assume un’importanza fondamentale: “I ginecologi devono raccomandare alle donne di fare il test, è fondamentale sapere se si è positivi o no prima di intraprendere una gravidanza. Abbiamo eccezionali potenzialità diagnostiche e tecnologiche da usare per sensibilizzare e infondere conoscenza, per prevenire i rischi del CMV”.
Il test fatto prima della gravidanza, infatti, fa luce sull’immunità o meno al Citomegalovirus (CMV). Se il paziente risulta negativo, è bene monitorarlo, per vedere se compaiono anticorpi del virus più avanti. “Il CMV è un virus subdolo perché, seppure la donna risulta negativa al test e quindi sembra che l’infezione sia in atto, non è detto che la causa sia proprio il CMV – ha spiegato Revell. – in quanto gli stessi squilibri delle analisi possono appartenere anche ad altri tipi di infezioni. Inoltre, il virus può insorgere in gravidanza con il contatto di un altra persona affetta da CMV immune. I bambini, ad esempio, sono le prime sorgenti di infezione. Quindi, quando una mamma è incinta dovrebbe evitare di toccare o venire a contatto per il primo trimestre di gravidanza con i liquidi del figlio o di qualsiasi altro bambino” – ha continuato la Revello.
Quando la donna in gravidanza non riesce a prevenire la contrazione del virus, c’è la possibilità di sapere se il feto è infetto dall’alterazione della crescita e dai parametri cerebrali solo dalla 20esima settimana in poi. Nel 40% dei casi il virus supera la placenta ma non è possibile sapere il motivo. “Purtroppo non esiste ancora un vaccino. Al centro di Pavia stiamo cercando di capire se iniettare anticorpi alla donna che ha contratto l’infezione possa abbassare la possibilità di trasmetterla al feto ma per ora non ci sono grandi risultati”, conclude Revello.
• Addio Prof. Anceschi
Addio Prof. Anceschi
Oggi 7 agosto 2012, tramite il sito Anticito, desidero dare un ultimo saluto al Prof. Maurizio M. Anceschi uno dei maggiori esperti in materia di Cmv e del trattamento in gravidanza, il medico che mi ha assistita e aiutata durante la gravidanza e che mi ha permesso di credere e sperare fino alla fine. Un medico eccellente, scrupoloso, capace di rasserenarti anche nei momenti più bui.
Purtroppo il prof. Anceschi ieri è venuto a mancare. E questa è una grande perdita per la sua categoria.
Caro Prof. un saluto, la ricorderò sempre con grande stima ed affetto, la ringrazio ancora per quello che ha fatto come medico e come uomo per me, la mia famiglia e per tante altre famiglie.
Riposi sereno, un abbraccio
Giada Benetton
• Chi Salute : Marzo 2011
  CHI Salute (2)
• Chi : 19 gennaio 2011
Intervista CHI (2)     Intervista CHI 2 (2) Intervista CHI 3 (2)Intervista CHI 4 (2)

• Comunicato stampa Andrea e Giada Benetton costituiscono l’Associazione “Anticito”.

Combattere il Citomegalovirus e realizzare insieme una promessa d’amore per la salute dei nostri figli.

«Quando scopri di avere il virus dentro di te provi tanta paura. Temi che possa contagiare il tuo bambino. Cerchi di capire come e quando? Leggi, studi, t’informi ma sei soffocata dalle attese. Accarezzi la pancia e speri che l’amore possa vincere tutto. Purtroppo non è così! Hai bisogno di medici competenti che ti aiutino a tentare ogni cura. I costi sono altissimi ma… c’è la speranza di riuscire. In quel momento capisci ancora di più quanto l’amore della tua famiglia ti darà il coraggio e la forza per affrontare questa prova della vita».
Con queste parole Giada Briziarelli Benetton comincia il suo racconto per far conoscere il Citomegalovirus. Lei ha scoperto di aver contratto l’infezione in gravidanza e solo sottoponendosi a terapie sperimentali, molto costose e difficili da reperire, è riuscita a evitare gravi danni di salute alla sua bambina. Oggi Isabella sta bene ma i suoi genitori, Giada e Andrea, hanno deciso comunque di raccontare la loro storia per mettere la loro “fortunata” esperienza a disposizione di tutte quelle famiglie che non sanno abbastanza sull’infezione e non hanno mezzi sufficienti per affrontare questo virus subdolo, che s’insinua silenziosamente nell’organismo e che attualmente è ancora poco conosciuto. L’associazione Anticito – nasce con questa finalità! L’Onlus, si propone, infatti, di informare, aiutare la ricerca e mettere a disposizione fondi per terapie e cure mirate. Un gruppo di esperti diretti dal Prof Giovanni Nigro, studierà, valuterà i vari casi per aiutare chi ha contratto il citomegalovirus inconsapevolmente, visto che attualmente le precauzioni per evitare il contagio sono maggiormente di natura igienica.
«Abbiamo bisogno di conoscere meglio questo nemico ampiamente sottovalutato per la mamma e il suo bambino – continua Giada Benetton – io e mio marito abbiamo capito in tempo la gravità del problema e potuto pagare le cure. Ma ci sono tante famiglie che non riescono a far fronte alle spese e vivono smarrite nel dolore e nell’impossibilità di fronteggiare la situazione e, ancora più grave, scoprono tardi che l’infezione ha danneggiato in modo irreversibile la salute dei loro bambini».
I sintomi: una leggera febbre o un senso di stanchezza, spesso confusi con una banale influenza o un momento di stress. Frequentemente l’infezione è asintomatica e potrebbe essere svelata da un aumento delle transaminasi o dei linfociti. Per questo la persona colpita da Citomegalovirus spesso non sa di esserlo. Inoltre il contagio varia la sua aggressività secondo il sistema immunitario che incontra.
«È utile sapere di non essere soli – conclude Giada Benetton – per questo Andrea ed io, abbiamo deciso con l’Associazione, di aiutare altri genitori a fare tutto il possibile per veder crescere i loro figli sani e realizzare questa autentica promessa d’amore».

• Journal of Clinical Virology, August 2009, “Findings and conclusions from CMV hyperimmune globulin treatment trials” di Giovanni Nigro. Leggi l’articolo/Read Article.

• Journal of Virology, December 2008, “Passive Immunization Reduces Murine Cytomegalovirus-Induced Brain Pathology in Newborn Mice!” di Giovanni Nigro. Leggi l’articolo/Read Article.

• International Journal of Obstetrics and Gynaecology, June 2003, “Clinical manifestations and abnormal laboratory findings in pregnant women with primary cytomegalovirus infection” di Giovanni Nigro. Leggi l’articolo/Read Article.

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