Relazione a cura del Prof. Giovanni Nigro sul Congresso Infezione da CMV, che si è tenuto a Brisbane, Australia il 20-24 aprile 2015

Anticito ha contribuito al Congresso sull’Infezione da CMV che si è tenuto a Brisbane, Australia il 20-24 aprile 2015, sostenendo la partecipazione del Prof. Nigro in questo importante momento di confronto internazionale.

Di seguito, la Relazione comprendente la 5th International Congenital CMV Conference e il 15th International CMV/Beta Herpesvirus Workshop.

RELAZIONE a cura del Prof. Giovanni Nigro

I primi 2 giorni sono stati dedicati alla presentazione e discussione di studi epidemiologici, patogenetici e terapeutici dell’infezione congenita da CMV. Interessanti sono stati i risultati dello studio americano multicentrico sulla maggiore efficacia, seppure limitata soprattutto all’udito, della somministrazione prolungata per 6 mesi del valganciclovir, rispetto al trattamento per 6 settimane. Meno efficace è apparso l’uso del valaciclovir, alla dose elevata di 8 grammi al giorno, per prevenire o ridurre i danni al feto infettato dal CMV.

Un notevole interesse ha suscitato la tavola rotonda sulla somministrazione delle immunoglobuline specifiche anti-CMV per la prevenzione della trasmissione e degli eventuali danni fetali qualora questa sia avvenuta. La discussione, condotta da uno degli organizzatori del congresso, Prof Rawlinson, è stata incentrata sulla presentazione dei vantaggi non solo della terapia ma anche dello screening del CMV in gravidanza da parte del prof Nigro, che ha illustrato la doppia attività (antivirale e immunomodulante) delle immunoglobuline. Altri due partecipanti alla tavola rotonda, il prof Adler e la dr.ssa Hui, hanno convenuto col prof. Nigro sulla necessità di riconoscere alle immunoglobuline l’indicazione di prevenzione della malattia citomegalica in gravidanza, almeno in circostanze particolari (es. primipara in età avanzata, soprattutto dopo fecondazione assistita, o coppia che rifiuta l’aborto per motivi etico-religiosi). Purtroppo uno dei partecipanti, il prof Griffiths, che non ha mai trattato una paziente affetta da CMV, ignorando nozioni basilari di immunologia (le immunoglobuline sono anticorpi umani quindi la più naturale delle difese), ha sostenuto che le immunoglobuline sono tossiche. Questa affermazione è stata sostenuta anche sulla base dello studio, randomizzato con la soluzione fisiologica e finanziato dall’AIFA (cioè dai nostri contributi), di Revello e coll, che hanno riscontrato nelle gravide con infezione da CMV, trattate con immunoglobuline e che non hanno trasmesso l’infezione al feto, una maggiore prevalenza di ritardo di crescita fetale e parto pretermine. I proff. Nigro e Adler hanno evidenziato come questi risultati siano del tutto sorprendenti, in quanto è il CMV che infetta la placenta danneggiandola e causando deficit nutrizionali per il feto. Infatti esistono oltre 400 pubblicazioni a sostegno dell’associazione CMV/ritardo di crescita/parto pretermine e nessuna che riporti danni fetali da immunoglobuline. Al contrario, esistono molte pubblicazioni sull’uso delle immunoglobuline per la prevenzione del parto pretermine e della poliabortività.

Nei giorni successivi sono stati presentati molti studi sul rapporto tra immunità e CMV, quindi anche sul potenziale ruolo oncogeno del virus, e sull’allestimento di vaccini anti-CMV.

 

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